Liberi da ansia e stress

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Liberi da ansia e stress

In questo articolo desidero descrivere i sintomi che caratterizzano ansia e stress, che costituiscono un sordo fastidio o un vero e proprio problema per molte persone, e individuare alcuni modi per affrontarli e superarli.

Innanzi tutto occorre dire che tali sintomi sono del tutto normali, anzi segnali preziosi, funzionali alla sopravvivenza dell’uomo. Il problema si pone quando essi si manifestano con eccessiva intensità rispetto alla effettiva pericolosità delle circostanze di vita o addirittura in mancanza di stimoli reali, generati da una serie di pensieri e preoccupazioni.

Iniziamo a parlare dello stress, che è in sostanza un eccessivo affaticamento psicofisico da iperattività non adeguatamente compensata da riposo.

Di solito si tende a dare una connotazione negativa al termine “stress”, ma in realtà esiste anche uno stress positivo (detto eustress) che è generato da stimoli percepiti come piacevoli. In tal caso la persona si sente stanca e affaticata, ma trae soddisfazione da ciò che fa e dai risultati che ottiene. Dunque di fatto lo stress positivo non viene vissuto come un problema.

Nel caso invece dello stress negativo (distress), il malessere è accompagnato da pensieri ed emozioni spiacevoli che aggravano ulteriormente la sintomatologia. Per esempio una persona potrebbe nutrire un sentimento di rabbia verso il datore di lavoro che la obbliga a turni di lavoro insostenibili, magari sottopagati, pensando nel contempo di non essere capace di farsi rispettare, o di non poter fare richieste per il rischio di licenziamento. Dunque in tal caso essa vive un serio problema, legato alla percezione e al timore di non poterne uscire.

I sintomi tipici della persona “stressata” sono tensione, nervosismo, frenesia, agitazione, irritabilità, fino ad arrivare a manifestazioni ansiose.

L’ansia è un fenomeno fondamentalmente legato alla paura di non riuscire ad affrontare una situazione, ma di fatto indica proprio l’estremo tentativo di provarci, attivando l’ancestrale e istintivo meccanismo “attacco-fuga”, ovvero “affronta ed elimina il problema o scappa e cerca di metterti in salvo”. Il respiro corto e affannato, il battito del cuore accelerato, la sudorazione, i muscoli tesi e gli occhi sbarrati, indicano proprio che tale meccanismo si è azionato mettendo fuori gioco le modalità più razionali di affrontare i problemi: in certi momenti non c’è tempo di pensare!

Questa nostra preziosissima funzionalità diventa un problema quando non vi sono motivi particolari per allarmarsi e dal timore di non essere in grado di affrontare determinate difficoltà che si presenteranno si inizia a preoccuparsi per circostanze che potrebbero verificarsi, o persino per normali situazioni della quotidianità.

Possono essere dunque motivi d’ansia un esame all’Università, un colloquio di lavoro, dover parlare in pubblico, una coda in Autostrada, il ritardo del treno, contrattempi, rumori improvvisi, dover terminare un lavoro entro un certo tempo, uscire con gli amici, la possibilità di ammalarsi o di subire incidenti o di perdere i propri cari, ecc.

L’elenco di fattori ansiogeni può essere molto lungo, in quanto dipende da una paura di fondo che tende ad estendersi sempre di più, coinvolgendo vari aspetti e ambiti della vita e invitando la persona che ne soffre a non esporsi e a ritirarsi socialmente evitando tutto ciò che potrebbe farla star male. Evidentemente è un tentativo destinato al fallimento, perché la paura non abbandona mai chi cerca di liberarsene con tentativi di evitamento: anche in una situazione apparentemente tranquilla, protetta, una intima sensazione di pericolo incombe continuamente, generando una inquietudine che segue dovunque la persona, che alla fine non riesce neppure più a riconoscerne l’origine…

 

Vediamo allora che cosa è possibile fare per liberarsi veramente dall’ansia e dallo stress.

 

  1. Concedersi il giusto riposo

Il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno di “ricaricarsi”, la costante mancanza di riposo è fonte di malessere, se non di danni veri e propri a carico di vari organi.

Se ci riposiamo e dormiamo le ore necessarie per rigenerare le energie spese durante la veglia ci sentiamo meglio ed evitiamo il rischio che il nostro organismo ceda e ci obblighi comunque a fermarci…

 

  1. Dedicare del tempo ad attività fisiche

Le cellule del nostro corpo hanno bisogno di nutrirsi di ossigeno e di sostanze nutritive e di liberarsi di scorie, elementi di scarto, tossine. Il moto fisico permette di creare dinamicità in questo ciclo, facendo scorrere meglio tutte le sostanze all’interno del corpo, ci fa “sfogare”, ci fa concentrare in attività concrete e ci distrae da pensieri fissi e ricorrenti restituendoci una sensazione di benessere.

Dunque se vogliamo stare bene diamo attenzione alle esigenze di movimento del corpo, facendo sport o dedicandoci a qualche attività creativa o artistica.

 

  1. Mantenere o recuperare la calma

Le reazioni istintive sono funzionali nelle situazioni di emergenza, che però sono rare nella quotidianità. Mantenere corpo e mente in costante all’erta, pronti ad affrontare possibili pericoli, è inutile e dannoso. Molto più funzionali si rivelano le facoltà superiori, che permettono di valutare le situazioni che si presentano, di individuare le possibili soluzioni, di prendere decisioni e fare scelte. Per garantire il buon funzionamento di tali facoltà occorre calma, che inoltre ci restituisce una sensazione di benessere generale. Le varie tecniche di rilassamento permettono di mantenere e consolidare lo stato di calma o di recuperarla intenzionalmente quando è venuta meno.

 

  1. Immaginare una realtà positiva

Tutti desideriamo che le cose vadano bene, eppure spesso ci figuriamo una realtà triste, ci aspettiamo che le cose andranno male, che falliremo o avremo scarse possibilità di riuscita in circostanze specifiche o in generale nella vita futura. Questa visione evidentemente non è piacevole, è fonte di malessere e non ci predispone positivamente nell’affrontare le varie situazioni che si presenteranno nel futuro.

Occorre dunque invertire questo meccanismo perverso, tornando ad immaginare una realtà in cui staremo bene, sereni, a nostro agio, realizzati. Tali condizioni si presenteranno realmente non per magia, ma perché se ci aspettiamo e vediamo un orizzonte positivo siamo più propensi a metterci in moto per raggiungerlo.

 

  1. Utilizzare frasi positive

Anche le frasi con cui accompagniamo le immagini sono fondamentali nel determinare il risultato finale. Se diciamo frasi come “non ce la posso fare”, “anche oggi è finita male, come al solito”, “non me ne va bene una”, “la vita è una valle di lacrime” e simili non facciamo che confermare sempre di più la nostra incapacità di far fronte alle situazioni, di essere piccoli e indifesi di fronte a una realtà complicata e faticosa, generando un clima di tristezza e sconforto che non favorisce un buon andamento delle nostre giornate. Così, secondo il meccanismo della “profezia che si auto-avvera”, probabilmente vivremo esperienze negative che confermeranno il nostro modo di pensare.

Anche in questo caso occorre cambiare il nostro modo di parlare, che riflette in sostanza i nostri pensieri, ma che può anche modificarli. Provare a dire e ripetere con convinzione sempre maggiore “sono calmo e rilassato”, “mi sento in forma”, “se mi impegno posso farcela”, “sono più forte dei miei problemi” e simili, permette di iniziare a percepire una luce nel grigiore diffuso e pervasivo.

 

  1. Chiedere aiuto

Non è indispensabile, ognuno ha in sé le risorse necessarie per perseguire obiettivi, affrontare le difficoltà che può incontrare, ottenere i migliori risultati e godere di ciò che raggiunge.

Se però ci si accorge che qualcosa non va come dovrebbe è meglio farsi aiutare, in modo da recuperare velocemente forza ed entusiasmo anziché nutrirsi di senso di impotenza, rassegnazione, fallimenti, malessere, che sono in sostanza una inutile perdita di tempo: possiamo passarlo in modo di gran lunga migliore, aiutandoci e supportandoci a vicenda!

 

Ti sembrano strategie utili? Tu ne hai individuata qualcun’altra?

Felici da oggi

Felici da oggi

felici_da_oggi_fronteNell’articolo La ricerca della felicità ti invitavo a chiederti se sei felice: com’è andata?

Presumo che, a prescindere dalla risposta, resti il tuo desiderio di stare bene, vivere una vita piena, serena, gioiosa.

Ti presento allora un’attività concreta per favorire il raggiungimento di questo stato e consolidarlo: un week-end esperenziale dal titolo Felici da oggi, durante il quale poter acquisire strumenti utili nella quotidianità.

Ma la premessa perché questa proposta funzioni è che tu voglia davvero essere felice. La tua realtà non cambierà finché pensi che essere felice sia solo un sogno irrealizzabile. Dunque, se questo è quello che pensi, ti propongo di iniziare a dubitarne! Le esperienze favoriscono alcune convinzioni su noi, gli altri, la vita, che spesso non corrispondono alla realtà.

Se vuoi veramente essere felice, inizia a trasformare una visione vaga e utopica di come ti piacerebbe vivere in una concreta intenzione di vivere sereno, allegro, in pace con te stesso e con gli altri, tranquillo, senza preoccupazioni, inizia a pensare alla felicità come una possibilità: non escluderla a priori, ma prova a verificarla!

Ci vuoi provare, ma non sai come fare e da che parte iniziare?

Il week-end che propongo serve proprio a questo: seguire un percorso che introduca gradualmente in un mondo che ci appartiene fin dalla nascita, ma che a molti non è più familiare, è divenuto inconsueto, estraneo, sconosciuto. Nel corso di due giornate propongo una serie di riflessioni e di esperienze che forniranno le chiavi per entrare in uno stato di piacevole benessere e per ritornarvi ogni volta che lo si desidera, finché non tornerà ad essere uno stabile “luogo di vita”.

Ci saranno vari momenti di confronto sul nostro modo di pensare, di atteggiarci, di relazionarci, per divenire sempre più consapevoli delle condizioni interiori che favoriscono o ostacolano il nostro benessere.

Ad intervallare tali momenti e al fine di consolidare le nuove idee ed intuizioni che emergeranno, proporrò attività pratiche di tipo corporeo-espressivo, partendo dall’assunto che corpo e mente costituiscono una unità inscindibile e di conseguenza così come i pensieri hanno ripercussioni sulla salute fisica, allo stesso modo azioni a livello corporeo hanno incidenza sullo stato mentale. Ecco alcuni ingredienti di tali attività: il sorriso e la risata, il movimento e il rilassamento, alcune attività artistiche quali la musica, la pittura, la scrittura.

Fine ultimo delle due giornate: cogliere che essere felici è una scelta, non un effetto di circostanze che viviamo passivamente, sperimentare momenti di gioia e sentire che possono non essere un’eccezione.

Qui puoi trovare maggiori dettagli sul programma delle due giornate: felici-da-oggi-retro.

Per informazioni sulle prossime date e per iscriverti al week-end Felici da oggi contattami o compila il seguente modulo:

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La ricerca della felicità

 

La ricerca della felicità

smileyLa felicità è raggiungibile?

Con questo articolo desidero dare un contributo su questo tema, in occasione della Giornata Internazionale della Felicità, che ricorre il 20 marzo, secondo quanto stabilito nel 2012 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la seguente dichiarazione del 28 giugno (fonte-Wikipedia):

« L’Assemblea Generale […], consapevole che la ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità, […] riconoscendo inoltre di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica […] »

L’uomo da sempre ricerca la felicità, quel senso di benessere, spensieratezza, pienezza, tranquillità, serenità, gioia interiore, allegria… : ognuno può andare avanti a declinarne il significato con ulteriori parole.

E’ così densa di contenuti e profonda dal punto di vista esistenziale che l’uomo da sempre, o almeno da quando ha iniziato a sviluppare consapevolezza del suo essere al mondo, si è chiesto se sia uno stato raggiungibile.

Leggi il seguito

Manteniamo la calma!

DiscussioneTi sei mai sentito dire (o hai mai detto a qualcuno), in qualche situazione complicata, manteniamo la calma! con voce risoluta, se non alterata? Hai forse risposto (o ti sei sentito rispondere) come si fa a mantenere la calma in questa situazione?!!! ormai in preda alla rabbia?

In questo articolo desidero dare alcune indicazioni proprio per mantenere la calma o recuperarla nel più breve tempo possibile, quando la si è persa. I motivi per cui è importante imparare come fare a preservare questo stato di serenità interiore sono fondamentalmente due:

  1. la calma, la serenità, la tranquillità, il rilassamento sono piacevoli di per sé, in quanto aspetti fondamentali del benessere psicofisico.
  2. lo stato di calma ci predispone positivamente verso le attività quotidiane, in quanto favorisce la concentrazione e la capacità di utilizzare in modo efficace le proprie risorse.

Al contrario, l’agitazione, la tensione , l’ansia, le preoccupazioni, oltre ad essere segni e motivo di malessere, da cui si tende ad allontanarsi istintivamente, creano ulteriori disfunzioni psicofisiche e inutile spreco di energie.

Per individuare cosa fare per preservare la calma può essere utile sapere che il modo in cui noi agiamo ogni giorno si basa sul buon funzionamento e sull’equilibrio dinamico tra due sottosistemi del sistema nervoso, chiamati “simpatico” e “parasimpatico”. Il sistema simpatico favorisce l’attivazione, l’eccitazione e le reazioni di attacco e fuga, il sistema parasimpatico favorisce invece il rilassamento, il riposo, le funzioni digestive e il recupero e la conservazione delle proprie energie.

E’ come avere a disposizione due motori che si attivano in base al modo in cui noi percepiamo la realtà interna ed esterna: se la situazione ci pare tranquilla si attivano i meccanismi che ci permettono di riposare, dormire, immagazzinare e ritrovare energia, se la situazione richiede una maggiore presenza e partecipazione (nelle relazioni e nelle attività di studio, lavoro, sport, tempo libero ecc.) entrano in gioco una serie di meccanismi di attivazione funzionali alle attività da svolgere, se infine percepiamo pericolo entra in gioco prontamente il sistema “attacco-fuga”, che dirige tutte le nostre risorse  sull’individuazione rapida ed istintiva della migliore soluzione all’emergenza, che in sintesi consiste nello scegliere tra fronteggiarla in modo diretto, energico, fermo, aggressivo oppure evitarla, tirarsi indietro, allontanarsi, fuggire.

Se i due sistemi funzionano e si integrano bene tra di loro siamo in grado di modulare le reazioni in base alle circostanze utilizzando le nostre risorse in modo efficace e rispondendo nel miglior modo alle nostre necessità vitali e ai nostri bisogni psicologici.

Il livello di attivazione è correlato con una serie di modificazioni psicofisiche: quanto più è alto, tanto più il nostro fisico si prepara a far fronte alle necessità che le varie situazioni prevedono con chiare modificazioni nei distretti corporei principali: il cervello è maggiormente irrorato di sangue, il cuore pulsa più velocemente, la respirazione polmonare diventa più corta e frequente, i muscoli si tendono.

Esserne consapevoli è utile proprio per cogliere che, dal punto di vista fisico, per mantenere o recuperare la calma è fondamentale:

  • rallentare e rendere più ampia e profonda la respirazione, portando l’attenzione sul diaframma, ovvero sulla “pancia”, che si deve gonfiare e sgonfiare come un palloncino, evitando di respirare con il torace, ovvero la parte alta del dorso, dove c’è uno spazio più limitato per immagazzinare aria (è possibile controllare la correttezza della respirazione appoggiando le palme delle mani in posizione sdraiata e osservando che le dita delle due mani si alzino e si allontanino)
  • allentare le tensioni muscolari, portando l’attenzione sistematicamente su ogni parte del corpo.

E’ certamente più facile ottenere buoni risultati lavorando preventivamente, ovvero consolidando il proprio stato di calma e serenità prima che circostanze non favorevoli ci colgano impreparati e ci obblighino ad intervenire in emergenza.

Ci potremmo chiedere allora perché si perde la calma o perché alcune persone tendono ad essere agitati o ansiosi, ovvero quali sono le correlazioni mentali che favoriscono tali stati.

Una prima considerazione è che il funzionamento dei sistemi su descritti si basano sul modo in cui noi percepiamo ed interpretiamo la realtà. Se la percepiamo in modo non corrispondente a come effettivamente è, anche i comportamenti che ne derivano saranno “scorretti”, ovvero non utili, non funzionali, o esagerati. E’ ciò che accade nelle incomprensioni e nelle conseguenti reazioni, oppure quando stimoli improvvisi ci fanno spaventare o per ragioni che derivano dalla storia personale si vedono nella realtà alcuni segnali di pericolo che di fatto non sussiste (e talvolta saperlo non basta a tranquillizzarci!).

Occorre dunque cercare di migliorare l’esame di realtà, ovvero la nostra capacità di cogliere i vari stimoli, le richieste dell’ambiente e le nostre capacità di rispondervi nel modo più corrispondente possibile a come effettivamente sono.

Il nostro modo di percepire noi stessi e la realtà si traduce in pensieri che prendono spesso la forma di affermazioni vere e proprie.

Ti sarà capitato per esempio di dire, o di sentir dire, di fronte ad una situazione difficile, non ce la posso fare! sperimentando un evidente stato di impasse. Analogamente quando non ci sentiamo a nostro agio o viviamo dei problemi tendiamo a visualizzarci in situazioni di difficoltà, nel timore o nella certezza che si avverino (non riuscire a superare un esame, parlare in pubblico, stare in coda senza svenire ecc.). Ebbene, un altro modo di favorire la calma è utilizzare affermazioni positive e immagini rilassanti, visualizzandoci capaci di affrontare le varie situazioni.

A proposito di affermazioni, un’ultima considerazione riguarda la “delega di potere”, ovvero il pensiero che il nostro benessere dipenda dalle circostanze. Affermare “come si fa a mantenere la calma in queste circostanze?!!” significa “io non posso essere calmo/a nella realtà che sto vivendo” e dare la colpa a qualcosa o qualcuno (genitori, figli, partner, il maltempo, il lavoro, la mancanza di soldi, problemi di salute ecc…). Se può essere vero che le circostanze hanno una certa influenza nel favorire o meno il nostro buon umore, occorre provare ad invertire il nesso di causa ed effetto per non subire passivamente gli eventi e sentire di avere possibilità di scelta e di azione, ovvero tornare a sentire di essere responsabili ed artefici della propria vita.

 

Approfondisco questi temi e le tecniche su descritte nei corsi di Training Autogeno, tecnica di rilassamento che può essere appresa facilmente per favorire la propria capacità di stare calmi e utilizzare in modo efficace le proprie energie.

Informati per le prossime date!