Educare con l’arte a FilosofArti 2018

Psyke e Le Muse

Educare all’Arte, Educare con l’Arte

psyke-e-le-museIl 4 marzo 2018 presso la Villa Ottolini-Tosi di Busto Arsizio terrò una conferenza-spettacolo all’interno della rassegna FilosofArti dal titolo Psyke e Le Muse – Educare all’Arte, Educare con l’Arte, in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi della Lombardia e l’Associazione Musicale Rossini di Busto Arsizio.

Il tema del Festival di Filosofia e Arte FilosofArti di quest’anno, di cui ricorre la 14° edizione, è “Paideia”, parola greca che significa Educazione. Si è voluto sottolineare l’importanza di questa tematica, in un momento storico in cui pare esserci una crisi dei valori educativi e occorre invertire la rotta per favorire lo sviluppo della coscienza civile e del pensiero critico. Il programma è denso di proposte, ognuna delle quali evidenzierà sfaccettature diverse dell’educazione e offrirà strumenti per cercare di recuperare o consolidare quel senso del bello e del vero cui ogni uomo anela.

Per scaricare il programma dettagliato del festival FilosofArti 2018 e per ulteriori dettagli e aggiornamenti ti invito a visitare il sito www.filosofarti.it e la relativa pagina facebook.

Nel mio intervento parlerò dell’importanza di prendere in attenta considerazione il discorso sull’arte, che ben lungi da limitarsi ad un mero orpello è al contrario centrale e fondamentale nell’esperienza quotidiana di ogni uomo sia dal punto di vista sociale che a livello della propria intimità.

Per questo è utile se non necessario educare all’Arte ogni uomo non solo nel periodo florido dell’infanzia, adolescenza e giovinezza, in cui è più facile ed immediato assimilare nuove conoscenze ed esperienze, ma anche nel corso dell’intera vita, perché la piantina appena nata non si avvizzisca ma anzi possa crescere e svilupparsi sempre più. Inoltre, come suggerisce il sottotitolo, l’Arte oltre ad essere una prospettiva, un’orizzonte di riferimento, può essere considerata uno strumento educativo, un mezzo per educare gli uomini al senso più profondo della vita, alla sua bellezza, ai suoi valori.

Il mio intervento prenderà le mosse dal mito, preambolo utile per cercare le origini delle parole cui sono intimamente legate la Psicologia e l’Arte, ovvero Psyke, la mente o l’anima, e Le Muse (da cui l’aggettivo musica), le dee ispiratrici del fare creativo.

Dal mito trarremo dunque alcuni spunti di riflessione per cogliere come Mente e Arte siano intimamente uniti nell’Uomo e nei suoi bisogni fondamentali.

L’antropologia e la psicologia dell’età evolutiva confermeranno che l’espressione di sé, della propria natura, del proprio essere, la creatività come proiezione di sé in un oggetto, dunque come segno oggettuale dell’essenza dell’Uomo, è ad esso connaturale. Ognuno di noi ha bisogno di esprimersi, di creare, permettendo un normale flusso di energia dall’interno verso l’esterno, una forza interiore che tende a fuoriuscire, ad estrinsecarsi.

L’impedimento, il blocco, la limitazione di questo flusso è dunque motivo di malessere, così come l’assenza di desideri, passione, entusiasmo, slanci creativi, vitalità, espressività ne sono un sintomo.

Analogamente, viceversa, chi sta bene ha una naturale, spontanea tendenza a seguire questa sorta di flusso di energia: è vitale, creativo, espressivo.

Dunque esprimersi, creare, è una necessità per stare bene ed è una naturale conseguenza dello star bene, ovvero è contemporaneamente causa ed effetto del benessere.

Occorre pertanto prendersi cura di sé, darsi tempo, ascoltarsi, per cogliere sensazioni ed emozioni come utili segnali e, se cogliamo che “c’è qualcosa che non va”, cercare di cambiare abitudini, modi di fare, di pensare, per tornare a sentire emozioni e desideri sopiti, forse sepolti, il moto sottile che ci anima nonostante non ce ne rendiamo conto, provare a seguirne di nuovo il flusso e vedere dove ci porta.

Tali considerazioni hanno dunque importanti ripercussioni anche rispetto alla clinica, ovvero agli interventi che è possibile mettere in atto per recuperare il proprio benessere psicologico. Da una parte educare all’Arte e all’utilizzo dell’Arte significa garantire o almeno favorire un certo benessere, dall’altra sentire e divenire consapevoli dei propri blocchi creativi è un utile segnale per facilitare il cambiamento, ovvero il recupero di modalità comportamentali e stili di vita più adatti alle proprie esigenze.

Cercherò di affrontare tutto questo con “leggerezza”. Si tratterà di una conferenza-spettacolo proprio perché non mi limiterò a parlare di arte, ma la mostrerò con modalità multimediali e attraverso brani musicali che io stesso eseguirò al pianoforte per punteggiare le varie tappe del discorso. In tal modo cercherò di aiutare le persone che assisteranno ad entrare nel cuore dell’Arte, che non è teoria, ma è un fare, dunque non è possibile coglierne il senso solo cognitivamente, occorre provare emozioni per comprenderlo pienamente.

Non mi resta che invitarti alla conferenza-spettacolo Psyke e Le Muse – Educare all’Arte, Educare con l’Arte, di cui puoi scaricare qui il volantino.

Felici da oggi

Felici da oggi

felici_da_oggi_fronteNell’articolo La ricerca della felicità ti invitavo a chiederti se sei felice: com’è andata?

Presumo che, a prescindere dalla risposta, resti il tuo desiderio di stare bene, vivere una vita piena, serena, gioiosa.

Ti presento allora un’attività concreta per favorire il raggiungimento di questo stato e consolidarlo: un week-end esperenziale dal titolo Felici da oggi, durante il quale poter acquisire strumenti utili nella quotidianità.

Ma la premessa perché questa proposta funzioni è che tu voglia davvero essere felice. La tua realtà non cambierà finché pensi che essere felice sia solo un sogno irrealizzabile. Dunque, se questo è quello che pensi, ti propongo di iniziare a dubitarne! Le esperienze favoriscono alcune convinzioni su noi, gli altri, la vita, che spesso non corrispondono alla realtà.

Se vuoi veramente essere felice, inizia a trasformare una visione vaga e utopica di come ti piacerebbe vivere in una concreta intenzione di vivere sereno, allegro, in pace con te stesso e con gli altri, tranquillo, senza preoccupazioni, inizia a pensare alla felicità come una possibilità: non escluderla a priori, ma prova a verificarla!

Ci vuoi provare, ma non sai come fare e da che parte iniziare?

Il week-end che propongo serve proprio a questo: seguire un percorso che introduca gradualmente in un mondo che ci appartiene fin dalla nascita, ma che a molti non è più familiare, è divenuto inconsueto, estraneo, sconosciuto. Nel corso di due giornate propongo una serie di riflessioni e di esperienze che forniranno le chiavi per entrare in uno stato di piacevole benessere e per ritornarvi ogni volta che lo si desidera, finché non tornerà ad essere uno stabile “luogo di vita”.

Ci saranno vari momenti di confronto sul nostro modo di pensare, di atteggiarci, di relazionarci, per divenire sempre più consapevoli delle condizioni interiori che favoriscono o ostacolano il nostro benessere.

Ad intervallare tali momenti e al fine di consolidare le nuove idee ed intuizioni che emergeranno, proporrò attività pratiche di tipo corporeo-espressivo, partendo dall’assunto che corpo e mente costituiscono una unità inscindibile e di conseguenza così come i pensieri hanno ripercussioni sulla salute fisica, allo stesso modo azioni a livello corporeo hanno incidenza sullo stato mentale. Ecco alcuni ingredienti di tali attività: il sorriso e la risata, il movimento e il rilassamento, alcune attività artistiche quali la musica, la pittura, la scrittura.

Fine ultimo delle due giornate: cogliere che essere felici è una scelta, non un effetto di circostanze che viviamo passivamente, sperimentare momenti di gioia e sentire che possono non essere un’eccezione.

Qui puoi trovare maggiori dettagli sul programma delle due giornate: felici-da-oggi-retro.

Per informazioni sulle prossime date e per iscriverti al week-end Felici da oggi contattami o compila il seguente modulo:

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