Libroterapia: un nuovo modo di leggere

Libroterapia: un nuovo modo di leggere

libroterapiaLeggere fa bene!

Questa affermazione non è una novità, infatti già Aristotele credeva che la lettura avesse degli effetti curativi e di guarigione dai malanni. Nel corso degli anni questa credenza si è fortificata, specialmente durante i primi anni del XIX secolo negli Stati Uniti, anche grazie a proposte pionieristiche come quella dei fratelli Menninger, i quali decisero di prescrivere materiale di lettura come misura terapeutica per pazienti psichiatrici ospedalizzati. Questo movimento portò la nascita di biblioteche nei contesti di cura e sofferenza, quali ospedali, prigioni, case di riposo ecc ecc.

Numerose, inoltre, sono le ricerche neuroscientifiche che ci dimostrano che leggere almeno 10 minuti al giorno produce numerosi benefici quali la riduzione dello stress, il potenziamento di attenzione, concentrazione, empatia e perfino un rallentamento del declino cognitivo dato dall’invecchiamento.

Queste ricerche sottolineano anche come ci siano delle sostanziali differenze tra il cervello di un bambino abituato a leggere e a sentir leggere e un bambino non abituato alla lettura.

Quindi, leggere fa bene. Diverso però è dire che leggere può curare o che sia in qualche modo terapeutico. Esistono tanti motivi per cui si legge ed esistono tanti modi di leggere. Un solo motivo e un solo modo però può portare a far si che quello che si sta leggendo possa essere fonte di un personale percorso di crescita. Questo modo è la Libroterapia.

Le storie che leggiamo ci forniscono materiale sia per scrivere la storia della nostra vita, sia per aumentare il nostro kit di strumenti necessari al benessere della psiche, migliorando la nostra capacità di adattamento e le conseguenti opportunità di cambiamento e crescita.

Leggere una storia riflettendo su me stesso può rafforzare la mia sensazione di normalità, alleviando la solitudine (nella consapevolezza che anche altre persone possono vivere situazioni simili alle mie), e permettermi di valutare i miei valori, atteggiamenti e comportamenti.

Conclusa la lettura, e soprattutto la riflessione che ne segue, avrò un maggiore senso di autostima, o sarò motivato a fare nuove esperienze, oppure ancora sarò riconnesso con il mondo che mi circonda e anche, magari, con persone che prima di leggere consideravo troppo diverse da me.

È più facile definire la libroterapia dicendo cosa non è. Non è un gruppo di lettura, anche se spesso ci si trova in gruppo avendo letto lo stesso libro. Lo scopo di ritrovarsi in gruppo non è far critica letteraria o la condivisione di cosa è piaciuto del libro o cosa non è piaciuto. Lo scopo è di riflettere insieme quali delle mie corde ha fatto vibrare le pagine del libro e interrogarci sul perché la storia in qualche modo parla anche di me.

In un gruppo di libroterapia il focus dell’attenzione non è il libro ma l’effetto che produce sui lettori che partecipano al gruppo. Si mira non all’intellettualizzazione, ma al confronto sia con sé stessi, sia con gli altri.

Se vuoi maggiori informazioni o sei interessato a partecipare ad un gruppo di Libroterapia contattami!

 

Dott. Marco Antonio Paganini

Psicologo-Psicoterapeuta

Cell. 340 1748798

Web: www.marcoantoniopaganini.it

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