Fermati un momento!

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Fine d’anno, tempo di bilanci

Bilancia

Per molti la fine dell’anno è tempo di frenesie festaiole, se non di agitazione da performance: fare acquisti, impacchettare regali, correre di qua e di là tra negozi traboccanti di cose colorate e strade ingombre di auto in coda sotto le luminarie, fare la spesa per vari pranzi e cene, allestire, cucinare, preparare il teatrino che ogni anno si ripresenta e andare in scena!…
Per molti tempo di gioia natalizia, dopo aver atteso per settimane l’arrivo simbolico di Ciò che dà pienezza alla loro vita.
Per molti altri tempo di tristezza, perché la felicità che li circonda, sia essa reale o pura apparenza, sottolinea ancora di più che manca loro qualcosa, qualcosa di bello, di piacevole, che dia senso e pienezza alla propria vita, manca serenità, pace, allegria…
Per gli studenti tempo di vacanza di metà anno, ma qualcuno non se la gode, già preoccupato del nuovo inizio delle lezioni.
Per qualcuno tempo di divertimento, magari sulla fresca neve di montagna, valanghe permettendo…
Per molti tempo di mangiate straordinarie, in case ben riscaldate, per altri tempo freddo, troppo freddo perché bastino scatole di cartone per coprirsi vicino ai muri della Metropolitana, per fortuna esistono mense dove si riesce a rimediare un piatto caldo, gratis…
Per le aziende queste ultime settimane sono state tempo di bilanci. Per le Scuole e i Servizi educativi le somme si tireranno alla fine dell’“anno sociale”, nei mesi di giugno e luglio, quando molti fremeranno nel caldo estivo, nell’attesa di “staccare la spina”, di prendersi una meritata pausa, di interrompere le normali attività quotidiane, i normali programmi settimanali, dedicarsi ad altro, o semplicemente riposarsi.
Dunque prima o poi, con una talvolta disorientante regolarità, tutti ci ritroviamo a fare i conti con la realtà.
Può valer la pena farlo di proposito, ogni tanto, fermarsi un attimo e guardare indietro…
Senza essere necessariamente esperti di finanza, si può intuire che fare un bilancio significa “bilanciare”, passatemi il gioco di parole, vedere che cosa c’è sui due piatti della bilancia e se essi sono in equilibrio o da quale parte pende il braccio.
Si tratta “semplicemente” di tirare le somme di un determinato periodo di attività, ripercorrere quanto è stato fatto e valutare i risultati ottenuti, ovvero le “entrate”, a fronte delle energie spese, degli investimenti, ovvero le “uscite”. In altre parole, si tratta di raccogliere i frutti del proprio lavoro, pesare il “raccolto” e vederne la qualità.
È un momento importante, perché è il punto di partenza per ripartire con rinnovato vigore dopo esserci concessi un periodo più o meno lungo di vacanza, laddove vacanza non significa necessariamente partire, mettersi in viaggio, ma indica un periodo vuoto, “vacante” appunto, in cui le normali attività che ci impegnano durante l’anno sono momentaneamente sospese.
Concretamente si tratta di chiederci “Che cosa abbiamo fatto? Su che cosa abbiamo investito le nostre energie? Quali obiettivi abbiamo raggiunto? Quali sono stati i risultati più significativi delle nostre attività? Quali sono stati i punti di forza e quali i punti deboli? Come siamo stati nei vari campi, nelle relazioni con gli altri, nel lavoro, negli affetti, nella salute?” ecc.
Può darsi che non siate avvezzi a porvi queste domande. Ebbene provate! Le risposte potranno stupirvi!
Potreste accorgervi che la vostra vita è ferma, stagnante, che occorre prenderla in mano e dargli una direzione, che i mesi e gli anni passano simili l’uno all’altro. Oppure potreste verificare che avete raggiunto risultati significativi, se non impensabili fino a qualche tempo fa, di cui siete pienamente soddisfatti.
Potreste accorgervi che in qualche campo le cose vanno meglio, mentre in altri occorrerà concentrare di più l’attenzione.
Forse avete svolto attività che non corrispondono pienamente ai vostri interessi, o al contrario siete lieti di fare il lavoro che avete sempre sognato.
Può darsi che avete raggiunto buoni risultati, ma a costo di troppa fatica. Oppure che avete gestito bene le vostre energie, riuscendo a equilibrare il tempo dell’azione e quello del riposo, dedicando del tempo “libero” ad altri interessi, alle relazioni in famiglia e con gli amici.
Potreste chiedervi allora se le persone che frequentate vi amano, vi stimano oppure no, se vi piacciono o no, se sono noiose o stimolano la vostra crescita personale, potreste chiedervi se è il caso di continuare a frequentarle o se è il momento di conoscere persone nuove.
Per associazione di idee le domande più significative vi verranno sicuramente in mente. In fondo tutte sono collegate ad una questione fondamentale: “Io come sto?!”.
A volte, quando sentiamo che le cose non vanno come vorremmo, preferiamo non pensarci, facciamo finta che va tutto bene, piuttosto che guardarci allo specchio e vedere “come siamo messi”, per non affrontare la fatica di metterci in discussione e trovare modi per star meglio. Ma sappiamo che la domanda resta comunque, in attesa di risposta, attende pazientemente che noi mettiamo da parte la paura e iniziamo a prenderci cura di noi stessi.
Può essere forse un po’ faticoso, all’inizio, se non si è abituati a farlo, come riordinare e ripulire una casa dopo molti anni di incuria. Ma in fondo è il primo passo verso una vita migliore: andare avanti per inerzia, come viene, non sempre viene bene…
In tutti i casi non è detto che si debba fare tutto da soli…
Porsi domande mette in moto la nostra energia interiore, provare a rispondere ci attiva ulteriormente: tutto è pronto per i progetti futuri, per passare all’azione e muoverci verso i nostri obiettivi, certi che la prossima volta che ci guardiamo indietro saremo soddisfatti del cammino percorso.

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