Ma che significa “Epifania”?!

Ma che significa “Epifania”?!

L’Epifania come metafora della meta di ogni essere umano

Luna che sorge

Spesso mi sono chiesto che senso abbiano quelle che sono considerate Sacre Scritture con noi, che utilità o bellezza possano avere per noi che le leggiamo migliaia di anni dopo essere state scritte.

Mi sono risposto che, se anche non ci risultano proprio piacevoli da leggere, perché abbiamo un modo diverso di esprimerci e perché in fondo il loro intento non è di dilettare il lettore, esse hanno un significato profondo per la nostra vita, in un certo senso sono una sorta di manuale del vivere quotidiano, del come stare al mondo al meglio delle nostre potenzialità. Vanno però “tradotte”.

Voglio proporvi ad esempio una mia rilettura dell’Epifania, che secondo la tradizione cristiana celebra il momento in cui tre personaggi, i Re magi, dopo aver intrapreso un lungo viaggio dal lontano Oriente, guidati da una stella, giungono al luogo in cui era nato un paio di settimane prima un bambino da tempo atteso come nuovo Re, Gesù di Nazareth.

Questo evento è quasi più importante della nascita stessa di questo bambino, perché è il momento in cui egli diventa “patrimonio dell’umanità”, non appartiene più solo alla famiglia nella quale è nato, viene riconosciuto come colui di cui da tempo parlavano, profetizzavano le Sacre Scritture.

Si parla di Epifania, termine greco che significa manifestazione, ovvero emergere, venire a galla, venire fuori, uscire dalla tana, venire alla luce.

Ora mi pare che tutto questo possa essere una metafora rappresentativa della storia e dell’anelito di ogni essere umano: provate a seguirmi.

Ogni uomo nasce Re, ovvero dotato dei poteri, delle risorse e dell’intelligenza necessarie per realizzare le proprie potenzialità. Dal momento in cui nasce inizia a camminare, spesso si chiede verso dove!… Le turbolenze della vita talvolta fanno sì che esso si “dimentichi” della propria regalità, del suo valore. Ciò nonostante continua a camminare e un po’ alla volta si accorge, intuisce che il suo lungo viaggio è in un certo senso diretto verso la scoperta di sé, una sorta di Bambino che dimora silente in lui e che attende di essere scoperto, desidera venire alla luce, manifestarsi pienamente, esprimersi, essere riconosciuto, ovvero realizzarsi, essere felice.
Il viaggio non è semplice, ma una sorta di bussola interiore e la capacità di cogliere i segni significativi sul proprio cammino rendono possibile l’avventura.
Consapevolmente o meno ognuno di noi segue il famoso invito dei saggi greci, Conosci te stesso!, come se ogni uomo fosse alle prese con una personale caccia al tesoro, in cui il tesoro nascosto è lui stesso!
Riuscire nell’intento è dunque motivo di grande gioia, è un evento che merita di essere celebrato con una grande festa, è come nascere una seconda volta, cosa che alcuni psicologi indicano come la vera meta della nostra vita.

Cosa ne pensate?

Un saluto e un augurio di Buona Epifania, ovvero buon viaggio e buona caccia…

 

 

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